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Una volta scoperto il softair e dopo essere stati ammaliati dalle riproduzioni delle armi non è difficile lasciarsi scoraggiare dai prezzi spropositati dell’equipaggiamento. Questa è una delle motivazioni che si sente più spesso in giro quando si propone ad amici o parenti di avvicinarsi a questo splendido sport.
Alcuni campi e associazioni mettono a disposizione un servizio di noleggio del materiale, cosa decisamente positiva per i primissimi combat ma se la passione cresce sempre di più come fare per non dissanguare le proprie finanze?
Innanzi tutto non lasciamoci impressionare da eventuali equipaggiamenti monumentali portati sul campo di battaglia degli altri partecipanti: ci sarà tempo per collezionare ogni singola tasca o tattico professionale!

Per iniziare è sufficiente una mimetica e un cinturone, materiale recuperabile ai mercatini dell’usato (se siete di Milano o provincia in Senigallia trovate tutto) a poco più di 20 euro. Già con queste poche cose si può partecipare benissimo ai primi scontri, sentendosi oltretutto molto leggeri.
Un complemento del vestiario molto utile può essere il gilet tattico (o gibernaggio) facile da reperire sempre alle suddette bancarelle o nei siti specializzati.

La particolarità di questo elemento è la grande versatilità dovuta ad un numero di tasche variabile (da un minimo di 2/4) che può essere implementata anche successivamente all’acquisto (ovviamente per i modelli predisposti).
In definitiva è una sorta di “zainetto” che consente di portarsi dietro tutto il materiale occorrente (caricatori, borraccia, etc) ma anche portafogli, chiavi e qualsiasi oggetto di piccole/medie dimensioni. Alcuni sulla schiena hanno addirittura la predisposizione per l’inserimento di una sacca (camel bag) da riempire con acqua e un tubicino che funge da cannuccia; in questo modo è possibile bere con le mani occupate e senza doversi fermare.

Volendo rimanere ai primi approcci però, non è un’attrezzo indispensabile, soprattutto se si gioca in zone boschive e se le disposizioni del gioco prevedono delle pause tra un attacco e l’altro.

I guanti possono essere utili ma è un aspetto molto soggettivo: sicuramente dei pallini sulle dita non fanno bene ma la sensibilità viene un poco meno indossandoli e le dita sudano parecchio. Per questo molti utilizzano quei modelli di guanti senza dita, acquistabili anche in negozi sportivi a una modica cifra.

Un aspetto che non molti tengono in considerazione, almeno all’inizio, è la copertura del collo. Piccoli foulard, sciarpe o kefiah possono essere usati anche come copertura della parte bassa del volto, se qualcuno non usa la maschera completa. Queste coperture impediscono inoltre che rami, foglie e erbacce possano infilarsi nella vostra mimetica quando si striscia o ci si sdraia per terra.

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